La febbre americana

di Giacomo Mazzei

White House

Oltre centotrentamila decessi da Coronavirus, il motore della maggiore economia del pianeta che rischia di fondersi, animi surriscaldati tra milizie di estrema destra armate fino ai denti, dossier internazionali di giorno in giorno più scottanti, un presidente che quotidianamente dà in escandescenze, gettando altra benzina sul fuoco, e adesso riesplode fragorosa la protesta contro le violenze della polizia, volto brutale del razzismo istituzionale. Gli Stati Uniti hanno la febbre alta.

Scenderà la temperatura di qui al decisivo voto di novembre? Tutto fa pensare di no, perché le misure varate oltreoceano contro la pandemia non sembrano garantirne a breve un efficace contenimento, mentre gli altri problemi, che la diffusione del virus ha reso più che mai spinosi, sono comunque endemici, strutturali. Proprio per questo, la prossima tornata elettorale si preannuncia come uno spartiacque, uno snodo in cui l’eccezionale congiuntura politica potrebbe determinare una cesura nella storia recente del paese. Ma se questa è indubbiamente una facile profezia, tracciare scenari precisi nell’indeterminatezza del presente risulta per chiunque un compito improbo. Se qualcuno vi dice come andrà a finire, non ci credete.

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ENOUGH IS ENOUGH di Tamika Mellory

L'immagine può contenere: 3 persone, testoNuova pubblicazione per L’Incisiva Edizioni nel segno dell’antirazzismo e della denuncia degli abusi di potere. Il libro riporta la traduzione integrale del discorso pronunciato da Tamika Mallory, una delle leader del movimento Black Lives Matters, durante la protesta che si è svolta a Minneapolis il 29 maggio del 2020 per la morte di George Floyd. Un discorso a favore delle libertà e della difesa dei diritti degno di passare alla storia.

L’INCISIVA CHAT

L'immagine può contenere: testo

Dopo un lungo periodo di chiusura forzata, non vediamo l’ora di rincontrarvi dal vivo nella splendida cornice del Parco di Torre del Fiscale, alle spalle dell’Acquedotto Felice.
In molti hanno provato a combattere la solitudine, l’incertezza e la paura di questi giorni attraverso un libro, una poesia, un romanzo. È stata una ricerca delle parole e delle storie giuste, quelle che fanno pensare, quelle che cambiano. Crediamo, però, che la parola acquisti una potenza ancor maggiore durante il dibattito aperto e il confronto, nello scambio fra gli autori e i lettori, nei sentimenti e le riflessioni che un reading può suscitare. Continua a leggere L’INCISIVA CHAT

RIACE ERA UN MODELLO E NON DOVEVA ESSERE CHIUSO – I Giudici del Consiglio di Stato hanno dato ragione al ex Sindaco di Riace Mimmo Lucano

di Mimmo Rizzuti

Dopo il Tar di Reggio Calabria anche il Consiglio di Stato boccia il ricorso del Viminale sul caso Riace. Salvini non aveva nessun motivo per chiudere i progetti di accoglienza

mimmo lucanoUna sentenza che fa giustizia di un attacco e di un atto che definire vergognosi è poco.
Una sentenza che ridà fiducia nella giustizia.
Ma non può risarcire il danno ed il male fatto ai migranti sdradicati dal luogo in cui erano stati accolti come persone degne di rispetto e ad una comunità intera che con la loro inclusione aveva ripreso un vero e propio percorso di rinascita .
A titolo di un minimo, doveroso risarcimento la ministra Lamorgese potrebbe,anzi dovrebbe, sbloccare i fondi, Cas e Sprar 2017/2018, regolarmente rendicontati e verificati, ma incomprensibilmente trattenuti, che sono dovuti a Città Futura e alle altre associazioni e cooperative dell’accoglienza per i servizi resi in quegli anni. Continua a leggere RIACE ERA UN MODELLO E NON DOVEVA ESSERE CHIUSO – I Giudici del Consiglio di Stato hanno dato ragione al ex Sindaco di Riace Mimmo Lucano

Coronavirus e metafore belliche: considerazioni sparse dal “bunker” della quarantena

Di Giacomo Mazzei

foto1Siamo in guerra! Lo diciamo in tanti, nel tentativo di dare un senso a ciò che stiamo nostro malgrado vivendo e stentiamo a comprendere. Ce lo ripetono le istituzioni e i vari esperti e opinionisti, per giustificare la limitazione di libertà e diritti, lo stanziamento di risorse straordinarie e le altre misure adottate al fine di fronteggiare l’emergenza sanitaria e quella economica e sociale che essa si porta dietro. Mentre sui media rimbalzano appelli, proclami e bollettini, resistiamo a un nemico invisibile che attacca i corpi e assedia le esistenze.

Se il continuo ricorso a metafore belliche per certi versi è comprensibile e persino utile, per altri nasconde più di un’insidia. Proviamo allora a interrogarci sui precedenti – perlomeno alcuni – dai quali tali metafore sono immancabilmente tratte e sul significato che essi possono avere per l’attualità.

La disinformazione, o quantomeno la carenza di notizie attendibili, è sicuramente una delle principali insidie in agguato. A questo proposito, qualche spunto di riflessione lo offre l’ultima grande pandemia, passata alla storia come “febbre spagnola”: un’infezione delle vie respiratorie come il Coronavirus, diffusasi negli ultimi mesi della Prima guerra mondiale e responsabile, tra il 1918 e il 1920, di svariati milioni di vittime.

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“L’URNA E IL FIORE DELLA DISCORDIA”

Di Marco Bucci

immagine urnaFinalmente era stato trovato il vaccino. L’annuncio fu dato il 24 novembre del 2020. I cittadini aspettavano con ansia quel momento. Molti erano stati i tentativi fino ad allora operati dalle più importanti imprese di ricerca scientifica, ma nessuno di essi era andato a buon fine, tradendo le aspettative e le speranze di chi aspettava impotente nella propria abitazione il momento della cosiddetta “rinascita”. La luce era tornata negli occhi di molti, ormai rassegnati a vivere isolati e distanti, nella solitudine, immersi in un passato sempre più lontano. Era stata una giovane ragazza della Valle d’Aosta a scoprirlo, Valeria Sassoni. La scoperta fu casuale e inaspettata. Mentre annaffiava le piante del suo giardino, notò un fiore particolare, che non aveva mai visto. Aveva i petali della corolla seghettati, violacei, con piccoli spuntoni che fuoriuscivano dal calice al posto delle normali foglioline. Continua a leggere “L’URNA E IL FIORE DELLA DISCORDIA”

Lockdown

Sospensioni di vite, riconversioni smart e trappole neo-liberiste
Di Vera Caruso

veraIl sottofondo sonoro delle città è decisamente diverso dal Total lockdown. Il traffico è quasi azzerato e il rumore della vita umana e del lavoro che produce è davvero minimo. Affacciandosi alle finestre o ai balconi però, da quel micro angolo di cosmo visibile, ogni tanto
per fortuna si percepisce una qualche presenza. Nelle comunità iper-connesse in cui viviamo è stato abbastanza facile riproporre in
modalità smart quasi ogni aspetto sociale, ricreativo, culturale e in molti casi anche lavorativo delle nostre vite sospese del mondo fuori. Smart working, online learning e una quantità infinita di prodotti di entertainment e attività esperienziali a disposizione nel fantastico iperspazio virtuale. Continua a leggere Lockdown

IL SOGNATORE ROMANO di Marco Bucci

sognatore romano

Adriano e Livia sono due liceali spensierati che vivono nel quadrante sud-est della città di Roma, fra il quartiere di Cinecittà e quello del Quadraro. Un pomeriggio, durante una passeggiata al Parco degli Acquedotti, si imbattono in un uomo sporco e trasandato. Ha una catena stretta ai polsi che lo tiene legato a una roccia. Sostiene di essere uno schiavo dell’Antica Roma, rimasto imprigionato nel tempo dopo aver disobbedito agli ordini di un legionario. I due ragazzi, inizialmente increduli e diffidenti, lo aiutano a liberarsi e fanno la sua conoscenza. Diventano presto amici e insieme vivono una fantastica avventura. Sulla loro strada incontrano Aldo il camionista, Sergio il pizzaiolo, Anna la centralinista e molti altri. Il loro obiettivo comune è combattere la Cricca di Cinecittà, potente organizzazione composta da banchieri e imprenditori senza scrupoli.

Adoquines

los adoquines

ADOQUINES  10 anni di strada – Murga e libertà a cura de Los Adoquines de Spartaco

“Mi colpì la sua formidabile abilità di coinvolgimento emotivo, capace di mettere in movimento i corpi, veicolare e trasmettere contenuti mischiando continuamente codici artistici diversi, dalla danza alla musica, dalla recitazione ai costumi, dai cori alla possibilità di fare comunità in un istante”.

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